«Chi vede me vede il Padre»: un'affermazione che non vale solo per Gesù ma per tutti, perché con la propria vita ciascuno mostra il Dio in cui crede (o non crede). E mostra anche gli aspetti diabolici che si porta dentro. Infatti…. chi si rifà a un Dio di parte è portato istintivamente a dividere gli esseri umani in buoni e cattivi, a sostenere che i cattivi bisogna combatterli, emarginarli, imprigionarli, ucciderli. Altro che amare i nemici!...

Chi vede me vede il Padre è un'immagine che vale anche per il Magistero, che può esprimere un Dio benevolo o repressivo, clemente o impietoso, vicino o lontano, a seconda del modo di proporsi. In particolare, quando tappa la bocca ai dissidenti si fa rappresentante di un Dio tiranno, mentre se al contrario saprà accogliere affettuosamente il dissenso mostrerà il volto di un Dio benevolo, e radunerà accanto a sé quanti credono che sia l'autentico genitore di tutti i viventi….

Un tempo era molto diffusa l'opinione che tutto, assolutamente tutto, sia bene che male, fosse voluto e mandato da lui. Non cade foglia che Dio non voglia, recita un noto proverbio che oggi, per fortuna, è da molti considerato blasfemo. Ma non da tutti. Come esempio vorrei ricordare le parole del Cardinale Siri in un'intervista rilasciata qualche anno fa al settimanale Il Sabato: «Il mondo è progredito soprattutto nei sette peccati capitali. E Dio per risposta ci ha mandato l'Aids. Hanno paura di dire che l'Aids è mandato direttamente contro il peccato del sesto comandamento. Sì, è una malattia terribile che colpisce il peccato direttamente». L'intervistatore gli chiede allora: «Però si espande oltre la sfera del peccato, sugli innocenti». E Siri prosegue: «Si, purtroppo è così: si espande da costoro agli altri, innocenti, e in tal modo hanno sulla coscienza, oltre se stessi, anche gli altri. Si espande l'Aids. Io temo che per un po' di anni non si troverà rimedio. È un castigo di Dio, evidentemente. Basta domandarsi perché prima non c'era».

Confesso che mi è molto difficile riuscire a credere che un cardinale, tra l'altro uno dei più accreditati "papabili" negli ultimi conclavi del secolo scorso, potesse avere opinioni simili. Secondo tale tesi, l'ira divina somiglierebbe alle rappresaglie indiscriminate che sono tipiche dei regimi totalitari, col risultato di coinvolgere assieme colpevoli e innocenti. (Ma per chi guarda a Gesù Cristo suonerebbe comunque inaccettabile, anche se colpisse solo i colpevoli)….

Nell'ambiente ecclesiale permane un'altra opinione, solo apparentemente meno assurda: Dio non è che vuole o manda il male, però lo permette. Mi domando: ma come si può ancora credere a simili assurdità, dopo le inqualificabili tragedie dei nostri tempi? Un Dio che permette Auschwitz, Hiroschima, i Gulag, o tragedie come quelle del Vietnam, della Cambogia, della Somalia, del Rwanda, del Darfur, o il lancio dall'aereo dei desaparecidos, i trattamenti speciali nelle prigioni tipo Guantanamo, l'irrisolvibile guerra israelo-palestinese, la strage di bambini Ceceni, le spaventose contaminazioni chimiche di Bhopal e Cernobyl, le migliaia di morti sotto le Torri Gemelle e quelli delle successive cruente reazioni politico-militari. O anche soltanto catastrofi naturali tipo tzunami e terremoti. Si può ancora credere in un Dio che potrebbe evitare simili tragedie e non lo fa, qualunque possa esserne il motivo? Non consideriamo forse meschino, vigliacco e infame, pur nel nostro fragile senso morale terreno, chiunque non intervenga a impedire un male, qualora gli fosse possibile? Quale persona che abbia un minimo di sensibilità non lo farebbe, se potesse? E quella stessa persona, dovrebbe credere in un Dio peggiore di sé?...

Come si potrebbe sperare che cessi la strategia delle rappresaglie indiscriminate, se si continua a proporre un Dio che se ne fa promotore egli stesso? E come stimolare ad azioni attive per contenere drammi e tragedie, se si continua a insinuare che lo stesso Dio potrebbe farlo ma non lo fa? Che "permette" il male? Non è ancora ora di lasciar cadere quell'immagine di un Dio che consente a guerrafondai e forcaioli d'ogni tipo di spacciarsi per cristiani?

Chi vede la Chiesa vede il Dio che propone, e bisogna aggiungere che talvolta le immagini proposte non sono tanto amabili. Non solo nel passato, ma anche in alcuni atteggiamenti odierni che trasmettono significati negativi, al di là delle intenzioni….

Negli ultimi giorni del 2006 è esplosa la vicenda di Piergiorgio Welby, che ha finito per assumere aspetti emblematici. Strumentalizzata più o meno intenzionalmente da più parti, talvolta anche in modo piuttosto sgradevole, meriterebbe approfondite riflessioni in un contesto più adatto. E tuttavia, in relazione ai limitati scopi di questo scritto, non si può rinunciare a una domanda: a un uomo che ha vissuto per lungo tempo sulla sua pelle tante drammatiche sofferenze, di quelle che abitualmente filosofi e teologi conoscono solo in teoria, che senso ha negare la cerimonia funebre?.... Nell'immaginario collettivo, a fare le spese di tali scelte è stata la misericordia di Dio, che ne è uscita mortificata ….