Ciascuno è libero di pensarla come vuole: a me pare significativo che nel variegato panorama ecclesiale ci siano posizioni tanto diversificate, e resto convinto che tutto dipende dalle contraddittorie immagini divine che ci portiamo dentro. Credo che riusciremo a migliorare il nostro patrimonio di fede nella misura in cui sapremo purificarle dalle sovrastrutture, per ritornare a quella che Gesù ci ha descritto: un'immagine che costringe il cuore a travalicare i suoi limiti, per dimostrare in quale Dio si può veramente credere….

In teoria, l'autorità ecclesiastica continua a riproporre una rigida interpretazione dell'infallibilità papale e magisteriale, per timore che la sola ipotesi di una Chiesa fallibile possa farle perdere credibilità. Eppure, nella pratica, la sua credibilità è ormai molto bassa, e lo si può capire anche dal sempre maggior sostegno che riceve dai cosiddetti "atei devoti", che mentre tentano di strumentalizzarla e utilizzarla come baluardo a fini politici (ad esempio, per contrastare i musulmani), sulle pretese d'infallibilità alzano le spalle, considerando tale problema irrilevante….

Alcuni sembrano impegnati in un dissenso a priori, come se l'autorità esprimesse sempre e comunque qualcosa di sbagliato, senza rendersi conto che il "dissenso comunque" diventa una contrapposizione speculare all'autoritarismo, e quindi altrettanto immotivato. Di fronte a una qualsiasi autorità che sbaglia sarebbe assurdo volerla sostituire con altre autorità ritenute migliori, perché tutte sbaglieranno. L'unica alternativa possibile è un diverso modo di rapportarsi tra l'autorità e le persone, lasciando la concreta possibilità di discutere tutto, senza acquiescenze e confusioni, ma anche senza censure, e tanto meno preventive….

Per costruire un futuro libero dall'autoritarismo è necessario essere umili e costruttivi. Se personalmente dissento da ogni forma di "dissenso a priori", è proprio perché mi rendo conto che è giustificato "uscire dal seminato" e assumere posizioni autonome soltanto quando si avvertono solide motivazioni, vagliate attentamente nella coscienza, cosa che costringe a ragionare attentamente sugli argomenti senza lasciarsi condizionare da impostazioni ideologiche, basate su schieramenti a priori. Credo che tale atteggiamento valga particolarmente per tutti quelli che si muovono nell'area del dissenso perché hanno a cuore il bene della Chiesa, e credono in un futuro migliore. Per coloro che sperano in un Magistero più comprensivo, e sanno che l'autorità ha bisogno anch'essa di essere aiutata e incoraggiata sulla via della conversione….

O la Chiesa parla ai giovani o non parlerà più a nessuno, e i giovani chiedono gesti concreti e non teoria o bizantinismi. E soprattutto vogliono una Chiesa non ingessata sul passato, non basata su divieti e riprovazioni, non soffocata dal legalismo, ma impostata sulla fiducia e sul sorriso. Sulla speranza, insomma….

Per essere ricuperati, i giovani avrebbero soprattutto bisogno di un'educazione al dissenso, per imparare a esprimerlo in modo affettuoso, e quindi costruttivo. Trent'anni or sono, nel periodo della fioritura postconciliare, il dissenso era rigoglioso, e infatti la ricerca di rinnovamento si articolava in numerose pubblicazioni di frontiera, mentre nascevano nuove forme di comunità ricche d'inventiva. Ma tutto o quasi è stato scoraggiato e represso, e oggi prevale un silenzio che maschera atteggiamenti individualistici (mi faccio gli affari miei), i quali sono quanto di più lontano dall'insegnamento di Cristo. C'è stato, insomma, un itinerario che si potrebbe definire: dal dissenso al silenzio. Oggi molti pensano che non valga più la pena di protestare, perché hanno perso la speranza di ottenere risultati….

L'obbedienza è una grande virtù, ma c'è un equivoco sull'autentico significato della parola, che etimologicamente significa ascolto. Le autorità vanno ascoltate, attentamente. Dopo di che un qualsiasi cristiano ha il dovere di seguirne le indicazioni, ma solo se sono in armonia con la propria coscienza. Questo non significa né individualismo né relativismo, ma al contrario presuppone un confronto permanente con altre coscienze, e prima di tutto con quella importantissima del Magistero….

Un cristianesimo pluralistico appare ormai come ultima speranza per la Chiesa, per l'incontro tra religioni, culture e civiltà diverse, per una famiglia umana in cammino verso un'unità plurale di pace e solidarietà….