…. Vivere la fede in prima persona significa fare continuamente nuove scoperte, talora entusiasmanti, che esigono di essere comunicate e condivise. E qui spunta subito un interrogativo: com'è possibile mettere serenamente in comune le proprie esperienze, quando l'autorità interviene a riprovare e sanzionare le istanze diverse dalle sue?.... La gioia dell'annuncio viene continuamente mortificata da ostacoli e riprovazioni, e anziché sentirsi incoraggiati ci si ritrova immersi nella frustrazione….

Non si tratta soltanto di rivendicare il diritto a vivere, comunicare, condividere le proprie esperienze di fede, senza rischiare la riprovazione appena si va "fuori dal coro", ma soprattutto di porre in evidenza il diritto di poter ascoltare e conoscere, senza che vengano censurate, tutte le istanze che lo Spirito Santo suscita nella comunità ecclesiale, a qualsiasi livello….

Si potrebbe dire che da sempre l'autorità ecclesiastica provi una viscerale paura del dissenso, cosa che a me pare ingiustificata e inutile, e alla fine comunque perdente. Il dissenso esiste da sempre nella Chiesa, la cui storia è ricca di rigogliose pluralità. I tentativi di stabilire autoritariamente che cosa sia giusto o sbagliato non ha mai ottenuto risultati positivi, anzi, ha portato a tradire Cristo più volte, come riconosciuto (anche in parte esplicitamente) da Giovanni Paolo II nei suoi emblematici mea culpa….

Tutta la storia della Chiesa è costellata di contrasti, conflitti, emarginazioni, espulsioni, scomuniche, tanto che si potrebbe parlare di un'autentica guerra civile tra cristiani (e tra cattolici). La dinamica è sempre la stessa: da un lato, il dissenso contesta le imposizioni autoritarie, e dall'altro la repressione è pronta, appena possibile, a "normalizzare" gli indisciplinati fino a dichiararli "fuori" se non si piegano. E quando il potere si contrappone con violenza ai dissidenti e li uccide (anche solo in senso metaforico), questa è guerra civile….

Credo, nella mia utopistica ingenuità, che se tutti i disaccordi fossero espressi affettuosamente, anche l'autorità finirebbe per imparare ad accoglierli positivamente, rendendo possibile utilizzare la pluralità come strumento di crescita delle coscienze.….

Tra l'altro, c'è la tendenza spontanea a pensare che il dissenso sia espressione tipica della cosiddetta parte progressista, anarchica e indisciplinata, orientata per tradizione a chiedere maggiore libertà di movimento e di espressione. Invece (anche se molti, probabilmente, lo ignorano) negli ultimi decenni il Magistero si è trovato costantemente a fare i conti con una contestazione assai virulenta che proviene dalla "destra", ossia dall'ambiente più conservatore….

Questo lavoro non si propone di stabilire che cosa sia più o meno giusto o sbagliato, ma di sottolineare con numerosi esempi, taluni seri e drammatici, altri curiosi o ironici, che la Chiesa cattolica è per sua natura pluralistica….