La storia del cristianesimo mostra fin dall'inizio una ricca pluralità di posizioni espresse in maniere più o meno aspre, ma obbligate in qualche modo a convivere almeno fino a quando, nel quarto secolo, politica e religione diventano alleate….

Origene, uno dei pensatori più fecondi, esprimeva tali pluralità di pensiero da venire frequentemente citato a sostegno da fronti opposti. Tre secoli dopo alcune sue tesi furono condannate come eretiche: nel frattempo era cambiata la verità o erano cambiati i metodi? Ammesso che le sue opinioni fossero errate, avevano convissuto per secoli con l'ortodossia senza creare divisioni…. Nel terzo secolo cominciarono le prime scomuniche, ma con scarso effetto fino a quando il potere imperiale non mise le mani sul cristianesimo….

Ce ne sarebbe già abbastanza per dimostrare che l'essenza ecclesiale ha origini pluralistiche, ma il bello doveva ancora venire. Si potrebbe dire che la prima vera diatriba sia nata sulle idee di Ario, non perché fossero del tutto nuove e originali, ma perché nel frattempo il cristianesimo era diventato religione di stato. L'imperatore Costantino, che aveva scelto la Chiesa pensando di utilizzarla per rendere più unitario e coeso l'Impero, si ritrovò coinvolto in un ambiente rissoso….

Ario, un giovane e simpatico prete di Alessandria, considerava Cristo figlio di Dio, ma sosteneva che non poteva esistere dall'inizio perché un padre precede comunque un figlio. E concludeva che il figlio era vero Dio perché il padre aveva voluto che lo fosse, e non per consustanzialità…. Il suo vescovo, che si chiamava Alessandro, contestò aspramente tali argomentazioni e convocò un sinodo episcopale dell'Egitto e della Libia che scomunicò Ario e i suoi seguaci. Ma questi trovò appoggi in Palestina e Asia Minore, dove altri sinodi rovesciarono quanto deciso ad Alessandria, riabilitando le sue tesi. Le contrapposizioni si fecero incandescenti…. allora fu Costantino a promuovere e convocare il primo concilio generale (ecumenico) della Chiesa, a Nicea nell'anno 325, che fu presieduto dall'Imperatore, si badi bene, e non dall'autorità ecclesiastica. Dopo accanite discussioni su sottili divergenze, sovente terminologiche, il concilio si chiuse con la condanna di Ario e dei suoi seguaci.

Da allora si può dire che sia diventato regola il tentativo d'imporre dall'alto, autoritativamente, una verità per tutti. Ma con scarso successo, a giudicare dai risultati…. Emblematica la vicenda di Atanasio (nuovo giovane vescovo di Alessandria) che a Nicea aveva contribuito in modo determinante alla condanna di Ario. Personalmente confesso d'aver provato un divertito stupore quando ho appreso che nei decenni successivi fu rimosso e reintegrato dal suo incarico vescovile per ben cinque volte, a seconda del prevalere degli uni o degli altri. Il fatto è che accanto alle dispute di principio si svolgevano quelle ben più concrete fra chi voleva una Chiesa sottomessa allo stato, e viceversa….

Comunque sia, quei primi concili, veri pilastri della storia e della spiritualità ecclesiastica, continuavano a essere convocati dagli Imperatori e non dall'autorità religiosa…. i Papi non erano presenti di persona, ma soltanto (e non sempre) attraverso delegati….

La storia dei primi concili ecumenici potrebbe essere definita storia d'intrecci conflittuali, eppure teologicamente fu uno dei periodi più fecondi. Come mai? A me viene il sospetto che sia stata proprio la necessità di un confronto serrato e appassionato a produrre tanta ricchezza, e in ogni caso mi sembrerebbe indiscutibilmente chiaro quale possa essere l'apporto creativo del dissenso, quando è profondo, variegato, stimolatore di ricerche e di risposte….

È interessante notare che, in tale occasione, il paladino del dissenso era stato proprio il Papa (Leone), come accadde anche un secolo dopo, quando l'Imperatore Giustiniano convocò il secondo concilio di Costantinopoli malgrado l'opposizione di Papa Vigilio, che fu prelevato con la forza da Roma e tenuto prigioniero in ostaggio, finché si decise, dopo sei mesi di resistenza, ad accettare le deliberazioni conciliari….

Quel che colpisce…. è che il Papa, più che prendere decisioni proprie, si limitava ad accettare decisioni altrui, talvolta in modo sofferto e non senza tentativi di resistere a violente pressioni….