….Un curioso esempio di pluralità nell'ambiente papale si trova nei vent'anni (891 – 911) che vanno da Formoso a Sergio III. Formoso, che era stato scomunicato da un suo predecessore e poi riabilitato da un altro, si era occupato di politica in modo non gradito a un suo successore, Stefano VI (secondo alcuni VII), che una volta eletto pensò nientemeno di istruire contro di lui un processo, passato alla storia col nome di concilio cadaverico. Il cadavere di Formoso (defunto da ormai otto mesi) fu estratto dalla tomba, rivestito degli abiti papali e seduto su un trono. Dopo tale messa in scena, una volta dichiarato colpevole, gli furono strappate le insegne e tagliate le tre dita della mano destra (quelle che servono a compiere il gesto di benedizione). Poi fu gettato nel Tevere. L'anno dopo Stefano venne deposto, imprigionato e strangolato. Più tardi un nuovo Papa, Giovanni IX, riabiliterà Formoso, ponendone i resti in un sepolcro nella cripta della basilica vaticana (il corpo era stato ripescato a suo tempo). Qualche anno dopo Papa Sergio III, già scomunicato da Giovanni IX ma poi salito al soglio con la forza cacciando Cristoforo (il Papa in carica), una volta conquistato il potere se la prenderà di nuovo con Formoso, senza dissotterrarlo ma annullandone tutte le ordinazioni e le altre delibere, e per completare l'opera innalzò in San Pietro un mausoleo a gloria di Stefano VI….

Nei primi tempi del secondo millennio, uno dei più interessanti dibattiti è stato lo scontro tra Bernardo e Abelardo: due cervelloni corredati da temperamenti gagliardi. Entrambi erano molto decisi nel sostenere le proprie tesi, mentre però Bernardo si teneva su posizioni tradizionaliste, Abelardo non aveva dubbi sul valore del dubbio, sostenendo che spinge alla ricerca e quindi verso la verità. C'è da pensare che forse aveva capito l'inevitabile esistenza di un pluralismo comunque, e quindi il valore del dissenso, che è parente stretto del dubbio. Prevalse Bernardo che riuscì a farlo condannare e scomunicare, ma alla fine, prima di morire, i due si riconciliarono….

Ed eccoci alla nascita della prima crociata, evento d'una tragicità inaudita, perché l'evoluzione da "guerra giusta" (concetto presente da sempre in ogni civiltà) a "guerra santa" ha di fatto sancito l'opinione che è un bene uccidere per motivi religiosi. Molti fondamentalismi (anche odierni) hanno radici culturali in quegli eventi, e non per caso l'Inquisizione si è affermata nella stessa epoca: se si possono uccidere i seguaci di un'altra religione, perché non si dovrebbero uccidere gli eretici?....

Come sia stato possibile compiere simili vergognose follie in nome di Cristo è cosa difficile da capire. La repressione inquisitoriale, salvo piccoli episodi occasionali, è iniziata e si è strutturata dopo oltre mille anni di cristianesimo: cos'era cambiato nel frattempo? La verità o il modo d'intendere e di gestire l'autorità?....

Eravamo alla vigilia delle grandi conquiste, ed è interessante ricordare quale fosse il senso di potere del tempo. Un esempio significativo è la lettera/dichiarazione che Papa Nicolò V indirizzò nel 1454 al Re del Portogallo e all'Infante suo figlio: «Nella pienezza della potestà apostolica.... concediamo piena e libera facoltà di invadere, conquistare, espugnare, debellare e soggiogare saraceni e pagani, e altri nemici di Cristo dovunque siano, nonché i regni, i ducati, i principati, i domini, i possessi, i mobili e gli immobili da essi dovunque posseduti, riducendo gli abitanti in perpetua schiavitù». Vale la pena di sottolineare che la missiva è stata scritta «nella pienezza della potestà apostolica»….