…. Molti antichi oppositori della DC, che era stato il partito di riferimento della Chiesa, oggi si rendono conto che, pur con tutti i suoi difetti, aveva anche saputo dire dei no alle autorità ecclesiastiche, assumendo comportamenti laici e riuscendo a mediare, nel caso, con culture e tradizioni politiche diverse. Come esempio significativo, vale la pena di ricordare l'aspro contrasto fra Papa Pio XII e Alcide De Gasperi. In un momento politico problematico (primavera 1952), l'allora Presidente del Consiglio aveva preso decisioni diverse dai desiderata papali, e Pio XII si era poi rifiutato di riceverlo in occasione di una festa di famiglia….

Come altri esempi, è interessante ricordare che sia la legge sul divorzio che quella sull'interruzione di gravidanza furono votate sotto governi democristiani, contrari a quei provvedimenti ma democraticamente rispettosi delle maggioranze che li richiedevano. I politici di oggi, invece, sembrano molto più succubi, e gli interventi ecclesiastici su immigrazione, scuola, morale, economia, bioetica, problematiche sociali di vario genere, non si contano più. E quel che è peggio, pochi si azzardano a contrastarli pubblicamente, perché c'è rischio di ricevere subito riprovazione, non solo dal clero, ma anche dagli ambienti più impensati, infarciti di teo-cons e teo-dem, oltre che dei più eterogenei atei devoti….

Ampliando addirittura le dimensioni dell'infallibilità papale, Wojtyla afferma che «rientrano nell'area delle verità che il magistero può proporre in modo definitivo quei principi di ragione che, anche se non contenuti nelle verità di fede, sono ad esse intimamente connessi». Tra l'altro, un particolare interesse rivestono le successive precisazioni, là dove il Papa richiama «la distinzione tra le verità divinamente rivelate, alle quali è dovuta un'adesione di fede, e le verità proposte in modo definitivo ma non come divinamente rivelate, le quali perciò richiedono un assenso definitivo, che però non è un assenso di fede». Insomma, il Magistero chiederebbe ai fedeli un'adesione incondizionata anche su argomenti che non riguardano il vangelo e Gesù Cristo….

Verso la fine del '79 è stata la volta di Hans Küng, rimosso dall'insegnamento perché «è venuto meno nei suoi scritti all'integrità della verità della fede cattolica»…. Nella sostanza poi, il pensiero di Küng non ha subito sanzioni, tanto è vero che i suoi numerosi libri vecchi e nuovi continuano ad aver successo in tutto il mondo ….

Nel 1998 la Congregazione per la Dottrina della Fede, con una notificazione, ha condannato le opere del gesuita Antony De Mello (già morto da 11 anni) perché su «posizioni incompatibili con la fede cattolica». I deliziosi libri di De Mello, che credo abbiano avvicinato a Gesù Cristo molte più persone di qualsiasi documento ecclesiastico, continuano tuttavia a essere stampati da editori cattolici, e posti in bella evidenza nelle librerie. Un buon esempio di pluralismo preterintenzionale….

Al noto teologo e psicanalista Eugen Drewermann, che nei suoi libri aveva messo a nudo i meccanismi di potere nell'autorità ecclesiastica, sostenendo che per l'equilibrio psicologico dei preti sarebbe meglio abolire il celibato, nel 1991 viene interdetto l'insegnamento. L'anno dopo gli verrà vietata anche la predicazione….

Nello stesso anno la Congregazione per la dottrina della fede costringe la Pontificia Università Gregoriana a estromettere dall'insegnamento il gesuita Jacques Dupuis, che aveva osato pubblicare un libro dal titolo: "Verso una teologia cristiana del pluralismo religioso"….

Il 2000 è anche l'anno della beatificazione contemporanea di Pio IX e Giovanni XXIII, accostamento che basterebbe da solo a sottolineare l'ampiezza del pluralismo all'interno dei vertici ecclesiastici.

Nel giubileo millenario ha fatto spicco la richiesta ufficiale di perdono per le colpe della Chiesa, voluta con grande determinazione da Papa Giovanni Paolo II. Ma parecchi suoi collaboratori non erano affatto d'accordo, e i contrasti si sono trascinati nel tempo. Illuminante, in proposito, un articolo del notissimo scrittore cattolico, Vittorio Messori, in occasione di successivi dissensi: «La misura è ormai colma: questo Papa sta esagerando…. Non è un mistero che, quando Giovanni Paolo II parlò, in un concistoro, del suo desiderio di chiedere perdono per le "colpe" dei suoi predecessori, la maggioranza dei cardinali respinse l'idea. Il Papa allora andò avanti da solo»….