Abitualmente si tende a pensare che dissenso e contestazione siano caratteristiche della "sinistra", o se si preferisce dei progressisti. È invece ancor più interessante il dissenso espresso dagli ultraconservatori….

La Fraternità San Pio X non è l'unica a contestare da "destra" il comportamento del Papa e dei vertici ecclesiastici, ma essendo la più significativa e organizzata si può dire che riassuma nelle sue critiche quelle di tutto lo schieramento ultraconservatore. Un panorama significativo lo si può trovare scorrendo i numeri del loro principale organo di stampa, il giornale Sì Sì No No, che nel sottotitolo si definisce: quindicinale cattolico antimodernista….

Col passare degli anni le critiche si accentuarono, fino a scrivere a grandi caratteri in prima pagina: «Fratelli, la crisi in atto che ha investito la Chiesa in ogni suo ordine e grado, non ha lasciato immune Roma. L'inquinamento ha raggiunto la Commissione Teologica internazionale, la Pontificia Commissione Biblica, l'Università del Laterano, l'Alphonsianum, la Gregoriana, l'Angelicum, l'Antonianum, l'Urbaniana, il Salesianum, il Seraphicum, l'Istituto Biblico. E ciò con il beneplacito o il tacito consenso di Dicasteri Curiali, di incauti Cancellieri e di supremi moderatori di Ordini Religiosi. Non pochi operatori della pastorale dell'Urbe sono evidentemente infetti di idee ereticali ed eversive»….

E ancora: «Il Vaticano II: un'autentica truffa ai danni della Verità rivelata»; «Assisi: criteri teologici per condannare la Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace»; «Il nihil obstat della curia di Milano alla demolizione della fede». Interessanti le definizioni di due tra i principali cardinali. Il primo: «Ratzinger: un Prefetto senza fede alla Congregazione per la Fede». Il secondo: «C.M. Martini s.j. Un "non credente" sulla cattedra di S. Ambrogio»….

Che il nemico per antonomasia sia da considerarsi l'ecumenismo, viene ancor più sottolineato da un lunghissimo articolo, suddiviso per diversi numeri dal titolo: «L'ecumenismo, trappola mortale per la Chiesa». Le responsabilità maggiori vengono attribuite, oltre al Concilio Vaticano II, soprattutto a Giovanni Paolo II: «Ciò che i fatti consentono di concludere è dunque che il comportamento del Papa obiettivamente favorisce il relativismo religioso»….

Anche su altri aspetti vi sono interessanti articoli. Ad esempio: «È sbalorditivo come si sono svolti i funerali del Papa defunto. Centinaia di migliaia di persone, umili persone, sì, ma anche tutti i potenti del mondo sono accorsi. "Santo subito!", "Giovanni Paolo il Grande!". Anche i Cardinali e i Vescovi a battere le mani. Mi sono venute in mente le parole di Gesù: "Guai a voi quando tutti diranno bene di voi; così fecero i loro Padri con i falsi profeti"». E ancora: «Tempi di "primati" nella Chiesa cattolica! E se il "papabile" Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, fosse arrivato a sedere sulla Sedia di San Pietro, probabilmente avremmo assistito a un'altra serie di "primati" all'in giù, degni di quelli del suo predecessore»….

Quel che più conta è prendere atto dell'esistenza di posizioni diversificate. Secondo una parte dei cattolici l'autorità ecclesiastica ha decisamente frenato nel cammino verso l'ecumenismo, secondo altri si è spinta troppo oltre. Gli uni vedono una restaurazione autoritaria, gli altri una sorta di lassismo svalutativo, e dato che ciascuno si appella a proprie motivazioni, si potrebbe dire che hanno ragione tutti, a seconda dei punti di vista. Evviva il pluralismo!...